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Il ponte e gli alberi
(del 13/02/2010 12.30.07, in attualità)

Il Ponte e gli alberi

 

Ci tenevo a informarvi su due cose che sono emerse dalla prossima approvazione del bilancio. Più precisamente parliamo di progetti legati ai lavori che pubblici che hanno animato in maniera sensibile il dibattito negli ultimi tempi. Iniziamo con Piazza Libertà: ho avuto un incontro con le associazioni dei cittadini e dopo esserci confrontati ho esposto loro il cambio di indirizzo che ho inteso dare, ovvero quello di modificare il progetto in maniera tale da salvaguardare gli alberi. Una soluzione che è sorta da un dialogo costruttivo e paziente, una soluzione che consente alla città di non rinunciare ad una parte di verde pur in presenza di un cambiamento urbanistico necessario alla luce del prossimo avvio del Silos. Punto due, il ponte sul Canale di Ponterosso. Come già dichiarato pubblicamente alla luce di un parere temporaneo espresso dalla Soprintendenza, ho ritenuto – una volta acquisita la delega ai lavori pubblici – di richiedere un nulla osta che fosse definitivo, per preservare il Comune in futuro da un’eventuale rimozione della struttura. Ebbene, pochi giorni fa la Soprintendenza ci ha inviato l’okay definitivo, quindi partiamo con la fine della progettazione ed entro l’anno con i lavori per un’opera che si integrerà perfettamente con la pedonalizzazione di via Cassa di Risparmio e che rilancerà quella parte di Borgo Teresiano. Per quel che riguarda, infine, la notizia apparsa oggi sulla stampa sul tram di Opcina, è il frutto di una discussione che si è tenuta in commissione bilancio e che al momento riamane come un elemento di riflessione sui costi che occorrono per quel servizio che oggi viene inteso come servizio pubblico.

Devo ora ribadire un concetto già espresso in passato: in questo blog non verranno pubblicati gli interventi dei politici. Di nessun politico, in quanto gli appartenenti a questa categoria, a differenza degli altri cittadini, possono disporre dei media (giornali, tivù e radio), oltre che di propri strumenti di comunicazione per le loro dichiarazioni. Questo blog è ad uso esclusivo dei cittadini.


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natale
(del 22/12/2009 15.43.04, in attualità)

 

AUGURI TRIESTE

Desidero formulare a tutti voi i migliori auguri per le festivatà natalizie e per l’anno nuovo. Credo che Trieste in questo momento, nel panorama nazionale, rappresenti una delle migliori realtà italiane, dove l’amministrazione comunale ha dato prova di collaborazione con gli altri enti e si è dimostrata capace di fare una politica seriamente rivolta bene pubblico. Prova ne sia la recente graduatoria del Sole 24 Ore che premia Trieste come la città con la più alta qualità della vita in Italia. Detto ciò sono perfettamente consapevole che c’è ancora da fare, soprattutto per quel che attiene la Ferriera di Servola e la sua riconversione. La salute dei cittadini di quel rione e la salvaguardia dei posti di lavoro devono essere due concetti che camminano fianco a fianco, senza deleterie conflittualità. Per questo è strategico il ruolo della visione complessiva di quell’area industriale, dove dovranno sorgere la centrale termoelettrica e il rigassificatore: tutti investimenti privati e non fondi pubblici, altrimenti legati a tempistiche e logiche spesso fumose e lontane, specialmente di questi tempi. Un’altra partita che nel 2010 sarà strategica è quella del Porto vecchio. Sembra una litania questa parola legata ad un inutilizzo di 50 anni, ma con la svolta del piano regolatore portuale abbiamo imboccato finalmente una strada di non ritorno. Non c’è dubbio che con l’inizio dei lavori per il Silos e l’avvio delle concessioni per il Porto vecchio nell’anno che verrà assisteremo ad una rinascita di una parte di città lasciata al degrado e al non utilizzo. Il mio, quindi, è un ottimismo ponderato, non uno slogan fine a se stesso. Ci sono le opportunità e sono sicuro che Trieste saprà coglierle. Auguri a tutti. 

P.S. Al fine di un miglior utilizzo del blog vi pregherei, per quel che riguarda le specifiche segnalazioni d'intervento slegate dagli argomenti del sito, di inviarmi le vostre comunicazione al mio indirizzo di posta eletrornica robertodipiazza@comune.trieste.it , che io leggo ogni mattina. 

Grazie. 


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Il rigassificatore: un'opportunità per lo sviluppo di Trieste
(del 03/08/2009 15.05.34, in attualità)

veduta aerea Trieste

Il rigassificatore: un'opportunità per lo sviluppo di Trieste

La notizia dell’assenso venuto da Roma per il rigassificatore di Zaule ha comportato alcune prese di posizione pubbliche – attraverso inserzioni sul giornale – dalle quali vengo chiamato in causa con toni e argomenti distanti dalla realtà dei fatti. Per questo mi rivolgo ai triestini, i quali in questi anni hanno dimostrato di apprezzare il mio lavoro, improntato a quell’approccio pragmatico che ha permesso alla città di avviare e portare e termine progetti di sviluppo bloccati da decenni. Ai miei concittadini voglio dire in primo luogo che il rilancio economico di Trieste, specialmente in questo momento di crisi globale, può passare soprattutto attraverso investimenti privati, perché la politica della questua allo Stato – per motivi di cassa - è finita. Ecco allora  che  l'investimento di 600 milioni di Euro della Gas Natural per l’insediamento del rigassificatore, connessi alla bonifica di un’area che altrimenti rimarrebbe bloccata dalle pastoie romane per almeno altri cinquanta anni, rappresentano di fatto un’opportunità di sviluppo formidabile per la città. Formidabile non certamente solo per il centinaio di posti di lavoro garantiti dal funzionamento dell’impianto: è da miopi rivolgere lo sguardo esclusivamente al particolare, senza cogliere la prospettiva generale di questa annunciata presenza industriale. Stiamo parlando, infatti, di una produzione energetica che si legherà alla nuova centrale termoelettrica e che garantirà al territorio un approvvigionamento alternativo e maggiormente conveniente sia per i cittadini, che per le aziende. Aziende che potranno in questo modo essere più competitive, e quindi avere davanti a sé concrete occasioni di crescita convertibili in ricchezza per il territorio e in posti di lavoro. Ci troveremo di fronte ad un volano economico che sarebbe da pazzi non cogliere al volo, a meno che qualcuno non punti al declino della città, piuttosto che al suo sviluppo. Ecco spiegato, quindi, perché non si tratta solo di cento posti di lavoro, ma di un indotto complessivo le cui ricadute positive vanno anche oltre le famose compensazioni economiche pagate dalla Gas Naturàl alla città, o il gettito fiscale aggiuntivo per il Comune derivante dalla nuova società che avrà sede a Trieste. Infine - ultimo, ma non ultimo - è condizione assolutamente certa che l’impianto di rigassificazione comporterebbe la conseguente riconversione della Ferriera di Servola, impianto la cui dismissione viene ormai auspicata da una larga parte di opinione pubblica e da un insieme maggioritario di forze politiche trasversale agli schieramenti.  Tutta questa impresa progettuale, è bene ribadirlo, dovrà sottostare alle normative di sicurezza internazionali, le stesse che garantiscono da decenni la presenza ambientalmente compatibile di rigassificatori in ogni parte del mondo: da Barcellona a Tokyo, solo per citare due aree densamente abitate. Certo, non sarà un lavoro semplice quello di trovare le soluzioni di sintesi che sgombrino il campo dai dubbi e dai timori di chi, alle volte in buona fede, manifesta sin d’ora le sue opinioni contrarie. Ma si tratta di un lavoro essenziale, al quale non ho alcuna intenzione di sottrarmi, perché amare Trieste significa anche puntare concretamente alla sua crescita economica e produttiva, senza lasciarsi attrarre dalle facili rendite di posizione garantite dalla demagogia a buon mercato, quella stessa che ha determinato l’arretratezza energetica e strutturale dell’intero nostro Paese. 

 


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