Celebrazioni 2 giugno 2020 Festa della Repubblica

Intervento di Piero Genovese:

Cari Concittadini,

il 2 giugno 1946 il popolo italiano fu chiamato a scegliere tra la monarchia e la Repubblica, e da quel giorno in questa data festeggiamo la nascita della Repubblica Italiana e la rinascita della Democrazia.

Fu la prima volta che votarono le donne e il loro voto fu determinante e in numero superiore a quello degli uomini

Subito dopo si aprì un periodo di grande unità nazionale nel quale uomini e donne provenienti da tutti gli schieramenti politici, lavorarono insieme in un clima di concordia nazionale per condividere quegli ideali di equità e giustizia che sono alla base della nostra Costituzione e della nostra democrazia, e che hanno contribuito in modo determinante allo sviluppo sociale ed economico degli anni successivi

Questo settantaquattresimo anniversario verrà ricordato a lungo, perchè stiamo lentamente uscendo da una emergenza sanitaria senza precedenti, che qualcuno ha definito una nuova guerra mondiale, nel corso della quale abbiamo dovuto affrontare un nemico invisibile che ci ha costretti a cambiare le nostre abitudini, ci ha distanziati fisicamente gli uni dagli altri, ha minacciato la nostra salute, le nostre sicurezze, i nostri affetti più cari.

I mesi trascorsi sono stati i più difficili dal dopoguerra in poi: i sistemi sanitari ed i modelli sociali ed economici si sono trovati impreparati ad affrontare una pandemia di tale portata che ha colpito duramente tutti i Paesi del mondo e che non possiamo ancora definire sconfitta.

Oggi come allora questo temibile avversario ha trovato ad affrontarlo un fronte compatto rappresentato da istituzioni, cittadini, professionisti della salute e volontari che hanno saputo reagire con coraggio, determinazione e spirito di sacrificio, quegli stessi valori che hanno animato le lotte di liberazione e la conquista della democrazia

Il rispetto delle regole imposte dalla necessità di contenere la diffusione del virus, è stato accolto dai cittadini con senso di responsabilità e oggi possiamo riprendere gradualmente con speranza e prudenza la nostra vita precedente, con una forte volontà di rinascita

Un contributo determinante è stato portato dai professionisti della salute: medici, infermieri, operatori sanitari tutti ci hanno resi orgogliosi del nostro Servizio Sanitario che ha saputo affrontare e superare una emergenza senza precedenti

Insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine, delle istituzioni, del mondo della scuola, dei servizi essenziali, con tutti i cittadini senza alcuna distinzione, maggioranze e opposizioni unite abbiamo saputo fronteggiare non solo la minaccia del virus ma la paura che lo ha accompagnato nei mesi di diffusione dell’epidemia

Ci siamo così trovati più uniti, più forti e coesi riscoprendo quei valori di uguaglianza, solidarietà, aiuto reciproco che caratterizzano il nostro vivere sociale e hanno saputo affrontare e vincere altri avversari

Perché se l’emergenza sanitaria va lentamente attenuandosi, oggi deve restare alta l’attenzione per superare quella sociale ed economica. L’epidemia ha infatti rallentato la crescita e lo sviluppo soprattutto nei settori trainanti della nostra economia: il turismo, il commercio, il terziario e le attività produttive.

Stiamo dimostrando una grande volontà di ripartire, ancora con grande coesione sociale, rispettando le necessarie misure di prudenza, con fiducia e speranza per il futuro senza lasciare nessuno indietro, perché mai come in questo momento si può e si deve ripartire tutti insieme

La Festa della Repubblica è la festa degli italiani e ci ricorda che tutti siamo chiamati a metterci al servizio della nostra Comunità per raggiungere il più alto livello di benessere comune

Viva la Repubblica, viva l’Italia, viva gli Italiani

 

La cerimonia continua con alcune testimonianze di persone appartenenti alla società civile che hanno caratterizzato questo particolare momento.

La prima è Laura, infermiera presso il reparto COVID dell’Ospedale di Susa che porterà il suo contributo su come ha vissuto dal punto di vista umano e professionale il periodo dell’epidemia

Medici, infermieri e operatori sanitari sono stati spesso definiti eroi ma in realtà si tratta di professionisti che operano all’interno del Sistema Sanitario e che in questa particolare situazione hanno dimostrato le loro doti di competenza e umanità.

Laura Pent

Ho scelto di leggervi due articoli del Codice Deontologico dell’Infermiere.

Il primo calza a pennello con la giornata di oggi, per la Festa della nostra Repubblica.

Articolo 3 Rispetto e non discriminazione.

L’infermiere cura e si prende cura della persona assistita, nel rispetto della dignità, della libertà, dell’eguaglianza, delle sue scelte di vita e concezione di salute e benessere, senza alcuna distinzione sociale, di genere, di orientamento della sessualità, etnica, religiosa e culturale. Si astiene da ogni forma di discriminazione e colpevolizzazione nei confronti di tutti coloro che incontra nel suo operare.”

E poi ho scelto l’articolo 4, sulla relazione di cura, come spunto di riflessione sulla nostra esperienza con i pazienti Covid.

Nell’agire professionale l’infermiere stabilisce una relazione di cura, utilizzando anche l’ascolto e il dialogo. Si fa garante che la persona assistita  non sia mai lasciata in abbandono coinvolgendo, con il consenso dell’interessato, le sue figure di riferimento, nonché le altre figure professionali e istituzionali. Il tempo di relazione è tempo di cura.”

Siamo stati la loro famiglia nel momento forse più difficile della loro vita. Il tenergli la mano, l’ascoltare le loro paure, il loro sentirsi soli. Ci siamo stati nel momento più doloroso, quello del distacco.

La sofferenza è stata la nostra compagna per molte settimane e nei momenti di paura e di sconforto ci siamo uniti e abbiamo fatto gruppo: un gruppo composto da medici, infermieri ed oss, un gran bel gruppo di cui sono fiera di farne parte.

 

Piero Genovese

Dopo questa toccante testimonianza il nostro pensiero va a tutte le persone che si sono ammalate di questa pandemia, a coloro che hanno sofferto, lontano dai loro cari, a coloro che non ce l’hanno fatta.

Per tutti loro appena possibile sarà previsto un momento di ricordo, in questa ricorrenza ci stringiamo forte ai loro familiari e dedichiamo qualche secondo di raccoglimento

La prossima testimonianza è quella di Fabio, un giovane neo maggiorenne al quale ho piacere di consegnare con un gesto simbolico copia della nostra Costituzione. A lui e alla sua generazione il compito di contribuire attraverso l’impegno civile e professionale a superare quelle differenze sociali che ostacolano la piena applicazione dei principi che vi sono contenuti

 

Fabio Casimiro

Introduzione di Pietro Calamandrei al corso promosso da un gruppo di studenti universitari e medi tenutosi all’Umanitaria di Milano nel gennaio 1955

L’art. 34 della Costituzione Italiana dice: “I capaci e i meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi”.

Eh! E se non hanno mezzi? Allora nella nostra Costituzione c’è un articolo che è il più importante di tutta la Costituzione, il più impegnativo per noi che siamo al declinare, ma soprattutto per voi giovani, che avete l’avvenire davanti a voi.

Dice così: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. È compito di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana: quindi dare lavoro a tutti, dare una giusta retribuzione a tutti, dare la scuola a tutti, dare a tutti gli uomini dignità di uomo.

Soltanto quando questo sarà raggiunto, si potrà veramente dire che la formula contenuta nell’articolo primo – “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro” – corrisponderà alla realtà.

Perché fino a che non c’è questa possibilità per ogni uomo, di lavorare e di studiare e di trarre con sicurezza dal proprio lavoro i mezzi per vivere da uomo, non solo la nostra Repubblica non si potrà chiamare fondata sul lavoro, ma non si potrà chiamare neanche democratica perché una democrazia in cui non ci sia questa uguaglianza di fatto, in cui ci sia soltanto un’uguaglianza di diritto, è una democrazia puramente formale, non è una democrazia in cui tutti i cittadini veramente siano messi in grado di concorrere alla vita della società, di portare il loro miglior contributo, in cui tutte le forze spirituali di tutti i cittadini siano messe a contribuire a questo cammino, a questo progresso continuo di tutta la società

 

Piero Genovese

Ascoltate queste importanti testimonianze, colgo l’occasione per ringraziare a nome di tutti i cittadini, i presenti intervenuti alla celebrazione in rappresentanza dei Medici, infermieri e operatori della sanità, degli insegnanti, dei lavoratori dei servizi essenziali, delle forze dell’ordine e delle forze armate, in servizio e in congedo, tutti i volontari delle tante associazioni che operano nei campi del soccorso, della protezione civile, della cultura, i nuovi cittadini, gli studenti che insieme alle istituzioni quotidianamente dedicano il loro impegno per il bene comune con professionalità, passione e generosità rendendoci orgogliosi di essere Italiani

Buona Festa della Repubblica a tutti