16 aprile 2020

In questa puntata del “Sindaco risponde” intervento del Primario di Medicina Generale dell’Ospedale di Susa  Dr Antonello La Brocca con il Sindaco Piero Genovese e il ViceSindaco Giorgio Montabone.

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Nuova puntata informatica dell’Amministrazione Comunale di Susa, ospite il Primario della Medicina Generale dell’Ospedale di Susa Dr. Antonello La Brocca, ci racconta come sta vivendo questo momento di emergenza e come è stato strutturati il suo Reparto?

Risponde il Dottor Antonello La Brocca

Grazie per il graditissimo invito a rappresentare la nuova organizzazione nel nostro reparto di Medicina. Con l’emergenza Covid noi abbiamo avuto una riorganizzazione dell’attività assistenziale che possiamo dividerla in 2 zone, una zona che possiamo definire pulita, cioè non infetta, e una zona che viene definita sporca, cioè una zona con persone colpite dalla malattia.

La zona pulita corrisponde ai 24 posti letto che erano presenti prima dell’emergenza nel presidio ospedaliero di Susa con un equipe medica dedicata, un equipe infermieristica e OS, e questa serve per la normale attività di ricovero e degenza.

La persistenza e la permanenza durante questo periodo, dei 24 letti per acuti, ha permesso di seguire e ricoverare, in un epoca cosiddetta Covid, pazienti con patologie non Covid, tipologie interimistiche Cardiovascolari, polmonari, neurologiche, che naturalmente afferiscono ad un reparto di Medicina, che di fatto non sono scomparse in questo periodo, ci sono dei Pazienti presenti e quindi anch’essi meritevoli di attenzione e di cure.

Una seconda zona cosiddetta zona sporca, cioè infetta che è ubicata nell’ex Surgery che è presente sullo stesso piano del reparto di Medicina ma, ovviamente essendo una zona cosiddetta sporca, infetta, è da essa ben separata, che è costituita da 8 posti letto Covid dedicati, cioè dedicata al ricovero e quindi alla cura, dei Pazienti con infezione Coronavirus, e anche in quest’area esiste un equipe medica, infermieristica e OS dedicata. Con un briciolo di orgoglio, posso affermare che l’era dei ricoverati Covid all’interno dell’Ospedale di Susa, è proprio iniziata a partire dalla medicina, perché noi siamo partiti più di un mese fa, con gli ammalati provenienti dal Pronto Soccorso, con questa infezione.

Si partì all’inizio con 6 letti sempre nella ex Surgery. Subito dopo quei 6 letti vennero incrementata 8, visto il progressivo aumento di ammalati con questa patologia presso il Pronto Soccorso. In breve tempo come tutti sappiamo si è dovuto costituire un secondo reparto Covid di 16 posti letto, presso l’ortopedia-Chirurgia, e quindi i nostri iniziali 8 ammalati Covid, furono i primi ad essere ubicati nel reparto Covid della Chirurgia-Ortopedia ma il crescente arrivo di pazienti con tale patologia, si è resa necessaria la riapertura dei nostri 8 letti che attualmente sono aggregati alla Medicina, e vengono quindi da noi costantemente seguiti nella modalità precedentemente descritta.

Tutto il personale Medico, Infermieristico e OS ruota tra queste 2 zone, questo è importante perché tutto il personale, riesce ad acquisire quel bagaglio di esperienza necessaria soprattutto nella gestione, nell’approccio, dei pazienti affetti da infezione da Coronavirus, questo inoltre permette di garantire continuità nel servizio assistenziale.

Il tutto è avvenuto in condizioni di ISO risorse, cioè con lo stesso personale con cui abbiamo in epoca Pre-Covid gestito il reparto di Medicina acuti, ovviamente sia dal versante Medico che Infermieristico.

Direi che l’emergenza Covid per noi della Medicina, si è inserita in un emergenza che oramai è cronica, e cha ha visto negli ultimi anni, soprattutto per quanto riguarda il versante medico, un progressivo depauperarsi del numero dell’organico Medico, fino a giungere dei livelli di criticità importante.

Pur tuttavia nessuno degli Operatori Sanitari, sia in epoca Pre-Covid che in epoca Covid, ha mostrato titubanze o arretrato, anzi giornalmente lo vedo c’è un grandissimo impegno nel prestare la massima assistenza a questa tipologia di ammalati, sia ammalati Covid che Non-Covid.

Colgo l’occasione come Responsabile del Reparto per ringraziare di cuore tutto il Personale Medico, infermieristico, Os, e la Caposala Giuliana Gai, che in questi mesi ha lavorato e lavora con grande abnegazione, sacrificio, senso di responsabilità, spirito di servizio, silenziosamente, lontano da ogni riflettore ma garantendo sempre puntualmente, l’Assistenza necessaria e dovuta ai nostri ricoverati.

Sono fiero di loro, penso che la popolazione della Valle di Susa e la Città di Susa debba essere altrettanto, e debba avvicinarsi al nostro reparto di Medicina, e quindi anche al nostro Ospedale, il nostro reparto, reparto portante dell’Ospedale, con la fiducia di ricevere un servizio qualificato, sia in termini professionali che umani, ma con l’attenzione e la consapevolezza che un bene prezioso comune, da salvare quotidianamente.

In questi giorni si sta assistendo ad un iniziale calo di arrivo e della presenza in Pronto Soccorso di malati con patologie correlate all’infezione Coronavirus che rispecchia un pò l’andamento a livello Nazionale, anche se il numero di persone ricoverate in Ospedale a Susa resta ancora significativo, pertanto e indispensabile che ognuno di noi non abbassi la guardia, si continui ad osservare con scrupolo le normative vigenti in termini di distanziamento sociale, igiene frequente delle mani, uso delle mascherine e dei guanti, rimanenza presso il proprio domicilio, pena il vanificare tutti gli sforzi fin qui fatti, finalizzati a contenere la diffusione del Virus e quindi del contagio.

Dell’importanza di queste norme, al fine di interrompere la catena del contagio, come sappiamo tutti ne hanno parlato e ne parlano compiutamente i media, ben noti Virologi, tra i quali mi permetto di citare il Prof. Roberto Burioni semplicemente perché ho avuto l’onore di averlo come compagno di corso, durante gli studi.

In Medicina, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove ci laureammo insieme nel 1987.  Io sono certo che insieme, nel rispetto delle regole, riusciremo tutto ad arginare e contenere questa tremenda infezione, facendo tesoro di quanto abbiamo vissuto e dell’esperienza che abbiamo maturato in questo periodo.

Vorrei ringraziare di cuore le Associazioni che in questo periodo hanno donato all’Ospedale di Susa attrezzature che serviranno non solo nell’immediato, ma anche in un futuro con l’obiettivo di qualificare sempre di più il livello di assistenza da erogare agli ammalati della nostra Valle.

Ringrazio tutti quelli che a vario titolo hanno contribuito all’acquisto del materiale di protezione individuale indispensabile per lo svolgimento dell’attività assistenziale Ospedaliera.

Mi permetto di ringraziare personalmente il personale dell’appalto dell’Agenzia di pulizie per il loro lavoro, è un lavoro che può apparire oscuro, ma di fondamentale importanza nella pratica giornaliera.

Siamo tutti orgogliosi dell’Ospedale di Susa, lasciamo le conclusioni al Sindaco di Susa

Risponde il Sindaco di Susa Piero Genovese

Grazie per il lavoro che svolgete oggi e avete svolto negli ultimi anni, l’umanità che avete sempre dimostrato è una dote che si aggiunge alle competenze che sono già alte, il tuo modo di lavorare molto attento e discreto, e presente nei confronti dei malati e nei confronti dei familiari, io credo di poter rappresentare il grande affetto da parte della Città, da parte di tutta la Valle di Susa, nei confronti del lavoro svolto in questi anni, in tutto l’Ospedale e anche nei confronti del Reparto.

Questa emergenza  ha sottolineato il ruolo importante e strategico dell’Ospedale di Susa, in una rete di servizi sanitari, in cui il ruolo dell’Ospedale di Susa è fondamentale perché non abbiamo mai richiesto e preteso che abbia delle specializzazioni elevatissime ma il suo ruolo in questo modo sta assolvendo egregiamente sia la risposta nei confronti dei Cittadini ma anche l’azione importantissima di filtro che un Ospedale come quello di Susa deve avere nei confronti degli Ospedali più grandi, questo grazie al lavoro svolto da tutti i professionisti e all’impegno che state assolutamente rappresentando.

Ti confermo che le risorse che stanno arrivando da parte delle donazioni, e che sono e saranno ancora utilizzate per acquistare le attrezzature, rimarranno nell’Ospedale di Susa.

Rimarrano nella gestione dell’attuale fase dell’emergenza ma anche dopo rimarranno a disposizione dei reparti, nei prossimi giorni arriveranno dei monitor multiparametrici, per permettere la rilevazione dei tracciati elettrocardiografi, pressione, saturazione del sangue, dell’ossigeno, temperatura corporea, questi saranno messi a disposizione anche ai posti letto di medicina tradizionali.

Questo materiale sarà utilizzato da subito ma poi rimarrà a disposizione degli operatori e dei cittadini che verranno ricoverati.

Credo di dover rappresentare anche in termini numerici, quall’affermazione che tu hai fatto rispetto all’ evidenza che i numeri dei nuovi positivi, stanno effettivamente un pò calando, come accesso alla fase acuta, ma in realtà non è assolutamente il momento di abbassare la guardia, perché continuiamo ad avere dei numeri decisamente importanti, ogni giorno continuano ad arrivare dei Pazienti al Pronto Soccorso con Pazienti di diagnosi, alcuni dei quali vengono poi ricoverati, attualmente del Comune di Susa sono risultati positivi 32 cittadini di cui purtroppo 9 sono deceduti, non solo nell’Ospedale di Susa, ma anche in Ospedali al di fuori del territorio della Valle. In questo momento ci sono 4 o 5 residenti a Susa ricoverati nei 2 reparti dell’Ospedale.

Questo dato è affiancato dal numero di Pazienti in quarantena, è pari a 58 cittadini residenti a Susa, questo dato che appare in aumento, deriva anche dal fatto che l’ASL ha aumentato progressivamente il numero di tamponi che vengono effettuati e questo, definisce anche dei criteri per cui i familiari dei soggetti positivi vengono sottoposti a misura di isolamento fiduciario.