18 aprile 2020

In questa puntata è nostro ospite Graziella Muscatello, Direttore Amministrativo Residenze Sanitarie Assistenziali San Giacomo, Residenza Sant’ Eldrado e Comunità I Pini, con il Sindaco Piero Genovese e il ViceSindaco Giorgio Montabone.

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Buongiorno al nostro ospite Graziella Muscatello, Direttore Amministrativo delle RSA San Giacomo di Susa, San Eldrado di Novalesa e Comunità i Pini di Susa.

Oggi abbiamo un appuntamento molto importante, dopo aver incontrato i Responsabili del servizio sanitario di Susa, alcuni dei Pazienti che sono passati dai reparti, l’incontro di oggi è con la Direttrice di una delle più grandi strutture della Valle, in cui vengono ospitate diverse centinaia di anziani.

La struttura sempre di riferimento per la Città, e per l’intera Valle di Susa, la sua testimonianza oggi sarà particolarmente interessante proprio per capire come una struttura con queste caratteristiche e con centinaia di persone ricoverate, per la stragrande maggioranza anziani e con molti operatori coinvolti nell’attività di assistenza, come questa struttura attraverso la sua organizzazione è riuscita a rispondere a questa emergenza.

Risponde Graziella Muscatello

Ad oggi la situazione è tranquilla, ma il domani non lo conosciamo, siamo molto cauti perché la paura è tanta, è veramente tanta, dal 24 febbraio quando è arrivata la prima Circolare che limitava l’ingresso ai Parenti, ho dovuto fare delle scelte importanti, scelte che da una parte dicevamo, inizio a fare entrare dei Parenti solo per i casi eccezionali, dall’altra chiudo la struttura.

Anch’io mi sono trovata di fronte a questo bivio, la decisione che ho preso è quella di chiudere la struttura. Ho avuto dei grossi problemi, con dei Parenti, il 90% ha capito la situazione, il 10% non ha capito il motivo della chiusura.

Ad oggi posso dire, di aver fatto la scelta giusta.

La prima cosa da fare era quella, chiudere la struttura.

La seconda cosa da fare è stato quella di mettere in sicurezza tutto il personale, siamo andati alla ricerca dei DPI (Dispositivi di Protezione individuale) , abbiamo contattato tutti i nostri fornitori, i nostri grossisti. Non si riuscivano a trovare dei DPI.

Abbiamo contattato una sarta di Susa, abbiamo iniziato a far preparare 400 mascherine e ce le ha consegnate nel giro di una settimana, dopo ha cucito circa 50 manicotti, tempo una settimana, avevamo il personale che poteva iniziare ad operare abbastanza tranquillo. Dopo 15 giorni sono arrivate le mascherine chirurgiche da una ditta di Milano. Ho interpellato tutte le ferramenta della Valle, iniziando da Bardonecchia fino ad Avigliana, e siamo riusciti a trovare le tute di protezione, 5 da una parte, 10 dall’altra, siamo arrivati ad averne 120.

Questo ha permesso ai nostri dipendenti di poter lavorare con una protezione adeguata.

Se il dipendente lavora tranquillo, viene a lavorare e non si mette in mutua.

Lavora adesso con la tuta di protezione, gli occhialini, doppi guanti, ed è la cosa più importante. Ancora oggi siamo alla ricerca di DPI tutti i giorni, per continuare a fornire tutte le quattro strutture di Susa, compresa Casa Boretto. Questa è la ditta madre, che fornisce anche a Canonico Boretto, i dispositivi di protezione.

La terza cosa importante, dopo aver messo il dipendente a lavorare in sicurezza, era riorganizzare la santificazione della struttura, ho dovuto, non avendo delle linee giuda, ci siamo creati dei protocolli, la sanifica extra della struttura, questo vuol dire che se le ragazze delle pulizie, prima lavavamo le camere una volta al giorno e sanificano i muri una volta al mese, adesso tutti i giorni’è la santificazione dei muri con la candeggina, di tutti i mancorrenti con la candeggina, e di tutte le maniglie.

Questo lo facciamo tre volte al giorno. Il lavoro è notevolmente aumentato, ma ad oggi nessuno dipendente si è messo in mutua e quindi ho tutta l’equipe al completo.

Devo ringraziare tutti i miei ragazzi perché assieme formiamo una grande squadra in tutte e tre le strutture, abbiamo una forza di volontà indescrivibile.

La quarta cosa da fare, era quella di far sentire i parenti tranquilli, abbiamo messo in piedi delle videochiamate, non avendo il servizio di rianimazione in questo momento, per i noti problemi dell’infezione, ci siamo attivati per salire nei reparti e organizzato delle videochiamate, abbiamo fatto dei filmati, e ad oggi abbiamo i parenti che sono tranquilli, possono chiamare in qualsiasi momento, anche la sera possono chiamare, possono parlare con i loro cari, siamo sempre qui presenti per poterli tranquillizzare. Questa è l’organizzazione che abbiamo adottato da un mese e mezzo.

Non si entra in questa struttura, se non si indossa la mascherina, guanti, calzari, viene misurata la temperatura, poi si scende nello spogliatoio dove posa le scarpe, e i suoi calzari, mette la divisa bianca , sopra la divisa mette la tuta di protezione sopra di essa i manicotti, esce dallo spogliatoio, disinfetta le ciabatte con la candeggina, e mette ancora sopra la tuta di protezione una sacco blu dell’immondizia perché è molto importante che vicino agli ospiti siano ben protetti.

In questo momento stanno usando la mascherina due per stare a contatto con gli ospiti nel momento dell’igiene personale. Tolgono il sacco dell’immondizia dopo aver fatto l’igiene personale, e rimangono con la tuta di protezione.

Complimenti per l’organizzazione che vi siete dati, avete anticipato i tempi e la scelta è stata fondamentale, per la prevenzione noi crediamo che questo tipo di accorgimenti li dovremmo adottare tutti, nel prossimo futuro.

Risponde Graziella Muscatello

Noi siamo abbastanza spaventati se dovesse entrare l’infezione nella struttura, perché stiamo parlando di 200 ospiti e 120 dipendenti, cerchiamo in tutti i modi di proteggere questa struttura, e proteggere anche tutte le altre strutture

Fino ad adesso è stata la strada giusta, il nostro impegno è quello di continuare così.

Piero Genovese

Posso confermare le misure di cautela che state applicando, io stesso per motivi di lavoro sono venuto più volte in questo periodo, siamo venuti come città di Susa in collaborazione con l’ITIS di Susa, assieme alla direttrice Anna Giaccone e insieme al Direttore Mauro Occhi, abbiamo consegnato del prodotto igienizzante per mani e delle mascherine che erano state donate alla Città per la vostra struttura.

Siamo stati noi stessi oggetti di misure prese prima del nostro ingresso, nell’indossare calzari, indossare DPI, stare nello spazio esclusivamente destinato ai visitatori. In questo momento è molto importante riuscire a mantenere alta l’attenzione, ci sono molte iniziative di controllo da perte degli Organi Istituzionali, la tua testimonianza del vostro operato e che al momento nelle strutture di Susa non ci sono state delle positività.

Risponde Anna Muscatello

Questa strada sono convinta sia quella giusta, anche perché abbiamo avuto un esempio nella struttura di San Eldrado a Novalesa, abbiamo avuto un oss che è risultato positivo, è stato subito allontanato dalla struttura, e ad oggi possiamo dire che non ha contagiato nessuno, ne colleghi, ne ospiti, questo vuol dire che lui  i sistemi di protezione li ha  utilizzati correttamente, e quindi non finirò mai di ringraziarlo.

Abbiamo avuto molta paura in quei giorni, siamo stati una ventina di giorni in apprensione, per tutti gli utenti, per gli operatori, e fortunatamente la struttura è rimasta tranquilla.

Questa è la linea da tenere. In questo momento sto aiutando le RSA limitrofe, anche perché siamo tutti colleghi, ed è giusto aiutarci, e mi onora poter aiutare gli altri, io ho seguito questa linea in questo momento sta funzionando, se qualcuno ha bisogno di una mano io ci sono.   

Piero Genovese

Il sistema he avete messo in piedi con le altre strutture della Valle è una rete, anche in questo momento il fatto che stiate collaborando, è un ulteriore momento di forza, io credo di dover sottolineare l’azione di queste strutture come molto importante, e si è costruito nel tempo con tutti i dipendenti, un rapporto di collaborazione stretto che è quello che ha dimostrato anche la responsabilità negli operatori che manifestavano dei sintomi, di allontanarsi dal posto di lavoro in modo da mettere in sicurezza sia i colleghi che gli altri operatori.

Ti ringraziamo per il lavoro fatto e anche perché le strutture di Villa Cosa sono anche una grande fonte di occupazione per i cittadini si Susa e a maggior ragione se avremo la possibilità di collaborare, continueremo a farlo molto volentieri perché rappresenta un impegno di utilità pubblica.

Risponde Graziella Muscatello

In questa situazione particolare, mi sento appoggiata da tutti, appoggiata dalle ASL, da tutti i miei collaboratori che sono delle persone stupende, e tutto il personale, rimaniamo con i piedi per terra, andiamo avanti un passo alla volta, sentiamoci, andiamo avanti tutti assieme e speriamo di uscirne puliti.

Siamo qui tutti i giorni ad affrontare una cosa più grande di noi. Volevo aggiungere gli ospiti di questa struttura, abbiamo cercato in tutte le maniere, di non farli sentire abbandonati, tutti i giorni con l’interfono della struttura, riferisco le notizie attuali,

‘La struttura in questo momento è tranquilla, state tranquilli tutti, fuori sta succedendo questo”

perché è molto importante che tutti siano informati, anche per toglierli la preoccupazione di non sapere, di non vedere i parenti, tenendoli aggiornati, si sentono rassicurati, questo è un aspetto molto importante.

Posso tranquillizzare i familiari che la situazione è tranquilla, sotto controllo, tutti hanno il mio cellulare, ci sentiamo frequentemente, possiamo fare delle videochiamate e per qualsiasi problema ci trovate sempre giorno e notte.