8 aprile 2020

Le risposte del Sindaco di Susa Piero Genovese alle domande dei Cittadini sull’emergenza Coronavirus. Gli argomento trattati oggi sono:

*I dati ad oggi sull’emergenza Corona Virus Susa
*Gestione emergenza da parte dell’Asl To3
*Distribuzione gratuita mascherine a tutti i cittadini dai 70 anni in su
*Aggiornamento raccolta fondi per l’ospedale di Susa..

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Situazione Ospedale 

Situazione ad oggi dell’emergenza Coronavirus nel nostro Ospedale di Susa

Risponde il Sindaco di Susa Piero Genovese

Oggi possiamo fare un aggiornamento sulla situazione sanitaria dell’Ospedale di Susa, purtroppo dobbiamo iniziare questo numero con una notizia dolorosa, una notizia triste, altri 2 segusini nei giorni scorsi sono deceduti, erano ricoverati all’Ospedale di Susa positivi Covid-19 salgono così complessivamente a 5 il numero dei Segusini che sono mancati durante questa epidemia.

Gaetano, Giuseppe, e prima Albino, Giovanni e Armando, non erano soltanto delle persone ricoverate che hanno combattuto come dei leoni come detto da qualcuno, durante la malattia, non erano soltanto persone ricoverate, che sono state curate nel nostro Ospedale, ma erano dei genitori, erano nonni, erano mariti, erano dei cittadini esemplari e molto conosciuti nella nostra comunità, per questo rivolgiamo alle famiglie, un abbraccio affettuoso, e vorrei far sentire attraverso questo intervento l’abbraccio affettuoso di tutta la comunità segusina che conosce e apprezza i suoi cittadini, avrà modo di ricordarli appena tutto questo sarà finito e sarà possibile ricordare questi momenti e queste persone con tutta la comunità.

Il nostro abbraccio va anche a tutte le persone che continuano a essere in cura o ricoverate all’Ospedale o seguite a casa perché positive in isolamento fiduciario. I dati di oggi sono dati che cambiano ogni giorno a secondo della tempistica della quarantena, dell’isolamento fiduciario, abbiamo avuto anche alcune persone dimesse, ovviamente questa è una notizia positiva, rientrati a domicilio e quindi seguiti nel decorso dai servizi dell’Asl e dal proprio medico curante.

In questo momento le persone che risultano positive a Susa tra ricoverate in isolamento domiciliare, sono 24, in isolamento fiduciario a casa, sono 43, per cui i numeri sono leggermente diminuiti, anche le nuove diagnosi, le nuove positività, sono stabili, non sono ulteriormente aumentate anche negli accessi si nota questa riduzione del numero di nuovi casi, quanto però non deve assolutamente farci abbassare l’attenzione, farci abbassare la guardia, perché la diffusione è ancora latente, è ancora possibile trasmettere il virus in questi giorni, anzi l’allungamento delle giornate, l’allungamento della possibilità di stare un pò di più all’aria aperta, o le temperature più elevate possono indurre in modo totalmente errato ad uscire, questo deve essere assolutamente evitato, in questi giorni assieme alle forze di Polizia Municipale e quelle presenti sul territorio di Susa e della Valle, devo ringraziare il comando dei Carabinieri, la Polizia Stradale e la Guardia di Finanza, perché nell’ultimo periodo stanno svolgendo un servizio attento e curato di informazione ma anche di restrizione anche nei confronti di illeciti che vengono accertati nel fermare persone che sono fuori dalla propria abitazione non per giustificati motivi, per motivi di salute o lavorativi, quindi manteniamo alta l’attenzione, evitiamo assolutamente di uscire se non è strettamente necessario altrimenti rischiamo di vanificare tutto quello che nelle ultime settimane sono stati comportamenti che hanno permesso di ridurre i casi, dobbiamo continuare a mantenere alta questa attenzione per raggiungere l’obiettivo nel più breve tempo possibile.

Con questa malattia si sta molto male, quindi l’invito è quello di continuare ad attenersi alle indicazioni per ridurre ancora il numero di nuovi casi e permettere a chi attualmente si trova in quarantena di arrivare verso la completa guarigione.

Situazione ASL

Sindaco, rispondi con il tuo ruolo all’interno dell’Asl, come state affrontando l’emergenza?

Risponde il Sindaco di Susa Piero Genovese

Il mio ruolo nell’asp, lo accenno per chi non fosse a conoscenza, sono un infermiere, sono un coordinatore dei servizi territoriali del Distretto Valsusa Valsangone. Collaboriamo naturalmente come servizi territoriali con l’ospedale di riferimento che principalmente è quello di Susa e per la Bassa valle c’è una stretta collaborazione con l’Ospedale di Rivoli.

L’Asl fin dall’inizio di questa epidemia nuova e non conosciuta, ha messo a dura prova tutti i servizi e le Amministrazioni, ha necessariamente dovuto rivedere la propria organizzazione per permettere una miglior gestione delle varie fasi di questa malattia si compone, sono state progressivamente ridotte e poi annullate la maggior parte delle attività Ambulatoriali, presenti sul territorio, anche all’interno dell’Ospedale, per consentire l’impiego di tutto il personale in questa emergenza.

E’ aumentato l’impiego di personale all’interno del Pronto Soccorso e principalmente nei reparti allestiti specificatamente per questa malattia, i reparti Covid, presenti nell’Ospedale di Susa con un totale di 24 posti letto 16 + 8 e a Rivoli dove alcuni piani dell’Ospedale sono stati allestiti per questo tipo di destinazione.

La maggior parte della forza lavorativa sono concentrati in questi reparti, che permette di gestire fin dall’esordio dei sintomi la malattia nelle varie fasi in cui colpisce i cittadini. Altre iniziative che l’Asl ha messo in campo a livello territoriale sono rappresentate dall’istituzione di un unità di Medici presenti tutti i giorni sia in Bassa Valle a Condove che in Alta Valle, un gruppo di medici che in collaborazione con il medico curante, medici del servizio di igiene pubblica, medici Ospedalieri e specialistici seguono il paziente in isolamento a casa e vengono tenuti sotto controllo attraverso un attento monitoraggio.

Nei giorni scorsi Susa si è caratterizzata per l’avvio di un altro servizio di Igiene pubblica per affrontare meglio l’alto numero di tamponi che deve essere effettuato per monitorare sia le nuove segnalazioni, i nuovi casi, da parte dei Medici curanti sia la verifica a distanza di 15 giorni dal primo, si è reso necessario per l’alto numero di richieste istituire un nuovo servizio cha ha preso avvio giovedì scorso e adesso giornalmente riguarda la Città di Susa come altre Città dell’Asl TO3 nel quale i cittadini vengono convocati dall’Igiene Pubblica e in una località definita di fronte all’Ospedale vengono sottoposti a tampone direttamente dalla propria autovettura senza neanche scendere, questo permette di ottimizzare i tempi per poter fare in una sola seduta 15-20 tamponi smaltendo di molto la lista d’attesa che si è creata proprio per l’alto numero dei casi da dover seguire.

Dobbiamo riconoscere il grandissimo impegno di tutti gli Operatori sanitari e ringraziarli per questo, io faccio parte della categoria come Infermiere e mi occupo più di organizzazione e coordinamento dei servizi, ma siamo in prima linea impegnati, ad Avigliana e Giaveno sono stati creati 2 reparti nuovi che caratterizzano la fase successiva del ricoverate per malati acuti, che comincia dopo un pò di tempo dall’esordio della malattia, nella fase acuta e nell’emergenza che riguarda più gli Ospedali, anche la gestione dei Pazienti che rimangono positivi ma non richiedono più un ricovero in Ospedale, per questo sono stati istituiti i 2 reparti Covid Post Acuzia in Avigliana e Giaveno per un totale di 40 posti letto e sono anche questi già occupati, e dove il personale segue con estrema attenzione tutti i degenti ricoverati.

Questa è una malattia che non colpisce soltanto il fisico ma colpisce anche nelle relazioni, negli affetti con i propri familiari, e questo purtroppo chi ha un familiare malato lo sa  molto bene, che non c’è la possibilità di avvicinarsi non c’è la possibilità di stare vicini ai propri cari come si vorrebbe in qualunque situazione di difficoltà o di sofferenza, anche per questo nei reparti ospedalieri e nei reparti territoriali sono sta riconosciute queste attenzioni e il personale medico e infermieristico pone attenzione al contatto tra i pazienti e i propri familiari attraverso smartphone, tablet che consentono di poter dialogare con i propri familiari.

Un breve accenno alla situazione che riguarda le case di riposo nella zona di Susa, perché altrove ha rappresentato un elemento di preoccupazione per la presenza di molte persone anziane. La grande attenzione che le strutture presenti in Susa riservano sia agli ospiti che ai propri operati, ha permesso di avere una situazione sotto controllo e questa è anche un occasione per tranquillizzare tutti i familiari che i propri cari sono seguiti bene e non ci sono casi di positività al momento dentro le strutture in Susa di San Giacomo e Casa Boretto.

Va riconosciuta un attenzione al Personale e alla Direzione di queste strutture che hanno fin da subito attuato tutte le misure di restrizione anche degli accessi da parte dei parenti, che forse in una prima fase possono non essere state comprese ma oggi determinano una tranquillità nel gestire i degenti ricoverati in assenza di casi di positività.

La situazione è comunque ancora aperta vi terremmo aggiornati nei prossimi appuntamenti.

Ospedale di Susa

L’importanza dell’Ospedale di Susa per la città e per la Valle.

Risponde il Sindaco di Susa Piero Genovese

Il ruolo degli operatori è un ruolo importantissimo ma in questi giorni sono aiutati dalla generosità che sta arrivando attraverso i cittadini di Susa e della Valle con delle strumentazioni (faremo un resocontò dettagliato più avanti), mi permetto di sottolineare l’aspetto di professionalità abbinata all’umanità, oggi l’operatore sanitario, medico, infermiere, Os, tutti gli operatori sanitari sono impegnati tutti in prima linea. Sono figure professionali che da sempre sono vicine alle persone malate per aiutarle a recuperare la salute, quindi questa grandissima umanità abbinata alla professione nella stragrande maggioranza dei casi con grande attenzione e dedizione al malato e al lavoro di squadra, credo vada sottolineato non come un evento eccezionale ma come l’ordinarietà del nostro Sistema Sanitario che a Susa raggiunge altissimi livelli di competenza e professionalità e dedizione da parte degli operatori.

Mascherine

Le mascherine un problema per tutti, il Comune di Susa è riuscito a trovarne e le sta distribuendo con un organizzazione in cui entrano tutti i consiglieri e le associazioni di Susa AIB e Protezione civile degli Alpini.

Risponde il Sindaco di Susa Piero Genovese

Per la distribuzione si è seguita la strada di privilegiare le persone che hanno esigenze particolari, si è scelto di distribuirlo tutte le persone oltre i 70 anni, alle persone che hanno delle malattie pregresse, sono distribuite dalla Protezione Civile gruppo Ana, dagli A.I.B., da ogni singolo consiliare ed assessore, queste mascherine che verranno consegnate sono le cosiddette mascherine altruiste, che tutti noi dovremmo utilizzare perché sono mascherine che servono ad evitare che le goccioline possano andare a creare dei problemi alle altre persone che incontriamo.

Questa è la mascherina che andiamo a distribuire, è una mascherina semplice che tutti dovrebbero utilizzare quelle rare volte che una persona esce da casa, cerchiamo di farlo il meno possibile.

Abbiamo utilizzato dei criteri per cui stiamo progressivamente consegnato le mascherine in primo luogo alle persone che sono positive in isolamento domiciliare, a loro e ai loro familiari vengono consegnate sistematicamente le mascherine quando vengono comunicati i nuovi esiti.

Poi abbiamo le persone con delle patologie respiratorie, del sistema immunitario, patologie di vario tipo che espongono il proprio fisico ad un maggior rischio di infezione e poi tutti gli ultra settantenni che sono stati divisi in elenchi in zone della Città di Susa attraverso un lavoro si squadra, una Task Force in cui hanno collaborato Funzionari del Comune di Susa, atri collaboratori che hanno raggruppato le persone per Borgo, tutti i consiglieri che hanno imbustato le mascherine e consegnate ai volontari AIB, alla Protezione Civile dell’Ana che le stanno consegnando tutti i giorni, un pò di pazienza e tutti le riceverete e se qualcuno ha delle esigenze al di sotto dei 70 anni, ne consegneremo anche lasciando i riferimenti ai numeri che abbiamo ricordato spesso.

Casi positivi in Susa

Il maggior numero di casi positivi di Susa rispetto agli altri paesi è determinato dalla posizione geografica o dalla presenza degli Ospedali che possono aver contribuito all’infezione di un maggior numero di persone, oppure da un numero di anziani superiore?

Risponde il Sindaco di Susa Piero Genovese

Confermo che Susa rispetto agli altri Comuni della Valle, ha dei dati superiori alla media rispetto al numero di abitanti.

Ci siamo chiesti il motivo, abbiamo provato a fare qualche riflessione, non abbiamo fatto un indagine epidemiologica, per cui non è un analisi supportata da dati scientifici, o da assoluta certezza. Abbiamo riconosciuto che la presenza dell’Ospedale di riferimento per tutta la Valle, la presenza di persone che sono state poi ricoverate anche per patologie collegate al Coronavirus, con l’accesso al Pronto Soccorso e il successivo ricovero può aver determinato anche la diffusione della malattia anche attraverso il personale di Susa dell’Ospedale, coloro che poi frequentando altre persone abbiamo potuto contribuire alla diffusione del virus.

Questo non ha una base assoluta però anche tra gli operatori sanitari si sono verificati casi di persone positive, alcune ricoverate in Ospedale, altre al proprio domicilio, in qualche modo motivano la possibilità che il virus si sia diffuso attraverso questa via. Il fatto poi che Susa abbia la stazione ferroviaria, diversi supermercati, che abbia una vita sociale, anche attraverso alcune zone pedonali, vie frequentate dalle persone, le Piazze che in qualche modo rappresentano per gli abitanti di Susa punto di incontro e di ritrovo abituali, può aver ulteriormente contribuito alla diffusione.

Non lo collegherei con forme di inquinamento e non credo che sia legato alla particolare età dei cittadini di Susa.

Raccolta fondi

L’iniziativa della raccolta fondi per l’Ospedale di Susa e la sua Valle per aiutare i medici e gli infermieri in questa battaglia, abbiamo raccolto una cifra molto interessante che si aggiunge a quella di altre Associazioni, ci indichi la cifra raccolta e come verrà distribuita?

Risponde il Sindaco di Susa Piero Genovese

Questa iniziativa lanciata dalla Città di Susa, e che si affianca a quella di altre Associazioni che hanno lanciato iniziative analoghe, e della stessa ASL che ha istituito un proprio Conto Corrente al quale ha invitato i cittadini a contribuire.

Questa nostra iniziativa ha voluto essere mirata proprio solo all’Ospedale di Susa e ai servizi sanitari che offre Susa.

Abbiamo voluto far sentire l’affetto della Città e di tutta la Valle al nostro Ospedale, un Ospedale di riferimento, un Ospedale che è conosciuto ed apprezzato al quale tutti i cittadini hanno un riferimento per un momento particolare della propria vita. In questo momento purtroppo drammatico, l’Ospedale di Susa si è caratterizzato in modo esemplare in modo eccezionale dando un riferimento immediato ma anche duraturo, non soltanto verso i servizi di emergenza ma anche attraverso il successivo ricovero e la permanenza per impostare la cura e per il rientro al domicilio.

Abbiamo lanciato questa raccolta fondi per consentire all’Ospedale, alla sua Direzione, a tutti gli operatori l’affetto e la vicinanza della Città e di tutti i cittadini della valle.

La cifra finora raccolta è importante abbiamo raccolto oltre 70.000 euro, siamo costantemente in contatto con i responsabili dei servizi di Pronto Soccorso, del reparto Covid, del servizio di anestesia, per destinare nel migliore dei modi questa cifra e faremo un resoconto sia sull’entrate e su come queste verrano utilizzate.

Questa iniziativa ha convogliato anche molti altri benefattori, altre disponibilità anche di carattere economico a mettersi a disposizione per acquistare direttamente dell’attrezzatura, ricordiamo naturalmente l’iniziativa analoga altrettanto strepitosa della Protezione Civile ANA Valsusa che ha raccolto cifre molto importanti, sappiamo che quando si muovono gli Alpini diventano una macchina importantissima in tutte le calamità in tutte le situazioni di emergenza e anche in questa occasione hanno dimostrato la loro forza, la loro solidarietà, donando all’Ospedale una serie di macchinari importantissimi tuttora in uso.

L’iniziativa lanciata dal Comune ha avvicinato altre associazioni le prime due sono state l’Unitre di Susa e l’associazione il Ponte ma subito dopo la Fondazione Magnetto, altri benefattori che non hanno voluto essere citati.

Questa mattina abbiamo consegnato un ulteriore dotazione all’Ospedale di 10 saturimetri, lo strumento che permette di individuare la concentrazione di ossigeno nel sangue e altri sei sono stati donati al reparto di Avigliana che ha questo tipo di ricoveri.

Questa è una donazione extra rispetto a quella che è stata raccolta nel conto corrente della Città di Susa, questo è un gruppo di ragazzi che non sono neanche cittadini della valle, sono residenti vicino a Roma che hanno voluto fare una donazione attraverso la ditta che ha già un incarico con l’ASL, sono stati acquistati questi dispositivi e messi a disposizione degli operatori sanitari.

Abbiamo ordinato con il fondo della Città di Susa 5 dispositivi monitor multiparametrici che permetteranno di monitorare con un elevata specializzazione dei parametri quali l’attività cardiaca, l’ossigenazione, il polso, saranno disponibili per i posti letto riservati al reparto Covid.

Tutto questo continuerà con un continuo accordo e rapporto con questi servizi specialistici e con l’ingegneria clinica ASL che di volta in volta avalla dal punto di vista tecnico l’utilità e il tipo di strumenti che vengono donati all’Ospedale.

Tutta la strumentazione che viene donata all’Ospedale sarà in esclusivo uso per l’Ospedale stesso e permetterà di poter migliorare sempre di più la qualità dell’esistenza delle persone che si rivolgeranno in questa fase ma ci auguriamo che servano meno in futuro ma continueranno ad essere a disposizione anche dopo la fase dell’emergenza.